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Lucamodo


Clown


16 maggio 2008

Dal diario del dottor TRIK & TRAK

14/05/2008

Oggi uscita in 4 all’ospedale, con me c’erano le tre dottoresse CALDARROSTA, MENTUCCIA e MATITA. Ci siamo divisi le camere dei vari reparti: pediatria, urologia e chirurgia.
In tutte le stanze abbiamo trovato molta accoglienza e voglia di incontrarci.

Di tutte le situazioni incontrate ce n’è una che mi rimarrà impressa ed è avvenuta verso la fine del servizio mentre stavamo tornado nello spogliatoio per toglierci il camice e rivestire i panni abituali.

Per andare allo spogliatoio si deve ripassare per pediatria, il primo reparto che di solito facciamo. Quando apriamo la porta del reparto vediamo due bimbi in sala giochi allora ci avviciniamo e cominciamo a giocare con loro, ad un certo punto una delle infermiere ci chiama e chiede se uno o due di noi potessero andare in sala medicazione perché c’è un bambino che piange e non riescono a fargli l’iniezione.
Partiamo al volo io e la dottoressa MENTUCCIA, quando entriamo A. ci guarda interrogativo, smette di piangere e i suoi occhi rossi dal pianto si piantano nei nostri. Notiamo subito che il braccio pronto per l’iniezione è il sinistro, allora io e MENTUCCIA ci portiamo sul lato destro del bambino e cominciamo a chiedergli il nome e se sa di essere un mago. Lui fa cenno di no con la testa, allora propongo a MENTUCCIA di fare il trucco del fazzoletto che sparisce. Chiedo ad A. di potergli fare da assistente mago così tramite il suo fluido magico riuscirò a far sparire il fazzoletto. MENTUCCIA prende un altro fazzoletto e prova anche lei a farlo sparire.
Facciamo un po’ scena ed A. con il braccio destro sventola un po’ il fazzoletto come i grandi maghi fanno per mostrare che il fazzoletto non contiene nulla. Dopo di che gli chiedo di trasferire sul fazzoletto il suo fluido magico e passarmelo per farlo sparire. A. mi infila il fazzoletto nel pugno della mano chiusa. Al mio tre, e dopo la sua parola magica, apro la mano e il fazzoletto non c’è più, mentre quello di MENTUCCIA rimane ben visibile sul palmo della sua mano.
A. sgrana gli occhi e ci guarda incredulo, MENTUCCIA gli chiede se sapeva di essere magico e lui dice di no. Intanto le infermiere hanno fatto l’iniezione e messo un cerotto sulla puntura. A. si guarda il braccio e poi guarda la mamma, lei gli chiede se gli fa male e lui le risponde: “No, anzi non ho sentito niente e non mi fa più male.”
Gli lasciamo due palloncini prima che le infermiere lo mandino a giocare con gli altri bimbi in sala giochi. Fatti i palloncini ci saluta parte e va a giocare.
La mamma e le infermiere ci ringraziano, noi le salutiamo e torniamo nello spogliatoio.

Usciti dall’ospedale tutti e 4 ci prendiamo un bel gelato, credo che ce lo siamo guadagnati.

Dottor TRIK & TRAK




permalink | inviato da Lucamodo il 16/5/2008 alle 9:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


31 marzo 2008

Festa Clown a Settimo Vittone (TO)

 Per chi fosse nei paraggi il prossimo fine settimana (5 e 6 aprile) e avesse voglia di fare un salto vi aspetto tutti alla manifestazione che stiamo organizzando, in cui parleremo di cosa abbiamo portato e vissuto in Romania e di molte altre cose.
Domenica ci sarà anche lo spettacolo comico per tutti i bambini, ed alla fine torte per tutti.
Vi aspetto.

Dott. TRIK&TRAK




permalink | inviato da Lucamodo il 31/3/2008 alle 16:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


31 marzo 2008

Dal diario del dottor TRIK & TRAK

29/03/2008

Oggi evento speciale con altri 13 clown-dottori siamo stati a trovare i ragazzi di una delle tante strutture che accolgono disabili mentali e fisici più o meno gravi.

Con alcuni di questi ragazzi ci frequentiamo già da un po’ ed abbiamo già lavorato insieme in alcuni spettacoli che abbiamo portato in giro per il Piemonte, con altri ci siamo conosciuti meglio il 29.

La bellezza di questi ragazzi è l’autenticità con cui ti si accostano, non ci sono vincoli convenzionali o false cortesie, come alle volte (ed è giusto che sia così) avviene con adulti o anziani delle case di riposo. Il rapporto con loro è molto simile a quello che si ha con i bambini, è un rapporto più emozionale, empatico, se fingi con loro ti smascherano e non hai modo di recuperare.

Alcuni di loro comunicano con gli occhi, altri con le mani, con il corpo, altri solo con la voce. E’ l’esempio di M. ha un’età indefinita tra i 30 e 40 anni, la sua comunicazione è fatta di BO, ogni parola è trasformata in un boato, un suono gutturale con cui esprime se stesso, la cosa fantastica è che comunque si fa comprendere benissimo, abbiamo ballato e giocato a tirarci un palloncino tondo, abbiamo saltato e ammirato il suo braccialetto fatto di palloncini.

Un nuovo incontro è stato con C., è stato lui a scegliermi, quando mi ha visto mi ha sorriso e preso per mano, mi chiesto un naso di spugna che si è messo ed ha cominciato a ridere quando mi mettevo e mi toglievo il mio, come lui faceva con il suo come in un gioco di specchi.

La nostra visita è esplosa in una grande festa quando alle 16 i ragazzi ci hanno chiesto di fare merenda con loro gustando uno squisito tirami su fatto da loro quella mattina. Allora ho mangiato il dolce seduto al tavolo con C. una ragazza poco più vecchia di me. Alla fine della sua fetta me ne ha chiesta un’altra massaggiandosi lo stomaco e dicendomi: “GNAM GNAM”, come nei più bei cartoni animati.

Altre emozioni mi sono state regalate e che voglio custodire e tenere per me.

Alla fine ci siamo salutati con un grande ballo generale dove abbiamo raccolto e regalato i colori dell’arcobaleno.

Dottor TRIK & TRAK




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